CAMPI ELETTROMAGNETICI – RISCHI FISICI: 3° PARTE

CAMPI ELETTROMAGNETICI – RISCHI FISICI: 3° PARTE

Il D.Lgs.81/08 e smi al capo IV del Titolo VIII  determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’ esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) durante il lavoro.

Proseguiamo il nostro percorso sui rischi fisici. Nell’articolo di oggi, gli esperti di Labor Consulting ci parlano dei rischi fisici derivati da campi elettromagnetici.

Disposizioni riguardanti i rischi fisici derivanti da campi elettromagnetici

Le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti biofisici diretti e agli effetti indiretti noti provocati dai campi elettromagnetici.

I valori limite di esposizione (VLE) stabiliti nel capo IV, Titolo VIII riguardano soltanto le relazioni scientificamente accertate tra effetti biofisici diretti a breve termine ed esposizione ai campi elettromagnetici.

Ma vediamo cosa sono i campi elettromagnetici e quali sono quelli di cui è necessario valutare il rischio.

Cosa sono i campi elettromagnetici quali effetti sul corpo umano?

I campi elettromagnetici derivano da campi elettrici statici, campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo con frequenze sino a 300 GHz; (quasi tutti i macchinari a funzionamento elettrico emettono c.e.m)

Effetti biofisici diretti

Si tratta di effetti provocati direttamente nel corpo umano a causa della sua presenza all’interno di un campo elettromagnetico, che comprendono:

  • effetti termici, quali il riscaldamento dei tessuti a causa dell’assorbimento di energia dai campi elettromagnetici nei tessuti medesimi;
  • effetti non termici, quali la stimolazione di muscoli, nervi e organi sensoriali. Tali effetti possono essere di detrimento per la salute mentale e fisica dei lavoratori esposti. Inoltre, la stimolazione degli organi sensoriali può comportare sintomi transitori quali vertigini e fosfeni. Inoltre, tali effetti possono generare disturbi temporanei e influenzare le capacità cognitive o altre funzioni cerebrali o muscolari e possono, pertanto, influire negativamente sulla capacità di un lavoratore di operare in modo sicuro;
  • correnti negli arti

Effetti Indiretti

  • interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici, compresi stimolatori cardiaci e altri impianti o dispositivi medici portati sul corpo;
  • rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici all’interno di campi magnetici statici;  
  • innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);
  • incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali infiammabili a causa di scintille prodotte da campi indotti, correnti di contatto o scariche elettriche
  • correnti di contatto;

Cosa fare per proteggersi da rischi fisici di questo tipo

Al fine di evitare di incorrere negli effetti su indicati sono definiti dei «valori limite di esposizione (VLE)», valori stabiliti sulla base di considerazioni biofisiche e biologiche, in particolare sulla base degli effetti diretti acuti e a breve termine scientificamente accertati, ossia gli effetti termici e la stimolazione elettrica dei tessuti;

«VLE relativi agli effetti sanitari», VLE al di sopra dei quali i lavoratori potrebbero essere soggetti a effetti nocivi per la salute, quali il riscaldamento termico o la stimolazione del tessuto nervoso o muscolare;

«VLE relativi agli effetti sensoriali», VLE al di sopra dei quali i lavoratori potrebbero essere soggetti a disturbi transitori delle percezioni sensoriali e a modifiche minori nelle funzioni cerebrali;

«valori di azione (VA)», livelli operativi stabiliti per semplificare il processo di dimostrazione della conformità ai pertinenti VLE e, ove appropriato, per prendere le opportune misure di protezione o prevenzione

Devi fare la valutazione dei campi elettromagnetici? Contatta Labor Consulting per maggiori informazioni